Marcata Anomalia Termica in Sicilia nel Mese di febbraio 2014

Come l’andamento meteorologico faceva supporre, l’analisi dei dati ha confermato che il mese di febbraio 2014 rientra tra i più caldi della storia meteorologica della Sicilia, ed è il più caldo dall’avvio delle rilevazioni della rete SIAS.

Il grafico riportato è molto eloquente e fornisce per le elaborazioni sulle medie, sulle massime e sulle minime giornaliere la stessa valutazione di una spiccata anomalia. Lo scarto rispetto alla media 2003-2013 è pari 2,3 °C, 2,5 °C e 2,7 °C rispettivamente per minime, medie e massime.

Il quadro meteorologico che ha determinato tale anomalia è stato determinato dall’assenza assoluta di irruzioni fredde significative, il che già di per sé costituisce per febbraio un evento piuttosto raro.

Il mese è stato dominato da flussi prevalentemente atlantici, e le fasi perturbate sono state caratterizzate da saccature frequentemente posizionate sul Mediterraneo Centro-Occidentale o da circolazioni depressionarie che hanno inevitabilmente attivato richiami di correnti meridionali. Nella parte centrale del mese un prolungato periodo di persistente alta pressione ha mantenuto le temperature abbondantemente sopra la norma, in particolare nei giorni 16 e 17, quando il Libeccio ha determinato sul settore tirrenico un marcato effetto termico dovuto ai venti di caduta.

Per quanto riguarda i valori estremi, le massime hanno raggiunto per molte stazioni i massimi assoluti delle serie SIAS 2002-2014, tuttavia non si tratta di valori eccezionali se confrontati con le serie storiche dell’Osservatorio delle Acque che in passato hanno fatto registrare valori ancora superiori in diverse occasioni, tra cui vale la pena citare il 1977 ed il 1995.
Il valore più elevato della rete SIAS è stato registrato dalla stazione di Torregrotta con 27,5 °C il 17/02, seguita da Leni (Salina) con 27 °C il 16 e da Palermo con 26,7 °C il 17. Quest’ultimo valore non costituisce il massimo per la serie SIAS di Palermo, che risale invece al 28/02/2010 con 29,4 °C.

Di rilievo anche l’elevato valore delle minime il 17 e il 18, tra cui spiccano i 18,9 °C di Castellammare del Golfo, valore vicino alle medie estive.

Tra le minime assolute spicca un dato: solo 12 stazioni nel febbraio 2014 hanno registrato valori inferiori o uguali a zero, contro una media per il mese di febbraio di 48 stazioni nel periodo 2003-2013. Non si sono registrate gelate, se non un debole episodio il giorno 25/02, quando a bassa quota la stazione di Paternò ha registrato -0,1 °C.

Per quanto riguarda l’impatto sull’agricoltura di tale andamento, risulta evidente una generale precoce uscita dal riposo vegetativo, manifestatasi per molte colture arboree da un precoce rigonfiamento delle gemme oppure dall’emissione anticipata di abbozzi fiorali, quando non dalla fioritura stessa. Per molte erbacee non vi è stata una vera stasi vegetativa. Un giudizio più completo potrà essere data tuttavia a primavera inoltrata: infatti il pericolo maggiore dopo un febbraio così mite risiede nella possibilità di ritorni di freddo e di gelate tardive nel mese di marzo, in grado di danneggiare i tessuti vegetali ormai in accrescimento e pertanto vulnerabili anche a livelli termici non particolarmente bassi.

Una particolare attenzione va riservata alle colture di agrumi, in particolare all’arancio: sulle varietà di Tarocco si osserva una diffusa cascola precoce, accompagnata spesso da infezioni di Phytophtora. Risulta inoltre penalizzata la conservabilità dei frutti in magazzino.
Un altro aspetto da osservare sarà inoltre la ripercussione sull’equilibrio fisiologico delle colture in termini di fioritura, di allegagione e di sviluppo dei frutti, stante il ridotto accumulo di freddo della stagione.

L’analisi è stata condotta sulle medie delle stazioni SIAS attive, con l’esclusione, motivata dalla limitata lunghezza delle serie, delle stazioni di Pantelleria e di Linguaglossa Etna Nord di recente installazione. Non è stato inoltre preso in considerazione l’anno 2002, data la mancanza di molte serie nella fase di avvio della rete SIAS e della incerta qualità di alcuni dati.

Va sottolineato che tali valori non rappresentano medie regionali in senso proprio, non essendo stata effettuata una ponderazione dei valori per la quota e per la superficie dell’area di riferimento di ogni stazione, tuttavia, grazie alla relativa omogeneità nella distribuzione delle stazioni, i valori ottenuti si possono ottenere comunque largamente indicativi.

 

Articolo del Sias

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